Sei un bugiardo 0
Questa pagina è una tra le tante. Dico “questa pagina”, ma non so se si tratta dell’espressione migliore. La pagina che ho trovato è un foglio e, ovviamente, non è quella che hai sotto gli occhi ora. È carta con appunti a penna che ho trascritto attentamente e che ho provato a mettere in bella forma. Quel foglio era un po’ sporco e come altri cominciava con macchie, scarabocchi e frasi incomprensibili, ma in seguito la scrittura diventava più limpida e le parole si potevano comprendere meglio, intrecciandosi fino a formare pensieri. Ecco cosa vi si poteva leggere.
Sono io… Chi parla? Ma è possibile che tutte le volte che mi metto tranquilla… Eccomi, chiedo scusa. Problemi di penna. Felicissima di presentarmi, sono la prima frase di questa pagina. Mi spiace contraddirla, ma lei non è affatto la prima frase, arriva infatti un bel po’ dopo e quel che è peggio è che ormai non c’è più nulla da fare, così è andata e così sarà per sempre. Che cosa significa? Inutile fare domande, il suo turno è passato. Non sono d’accordo, se un testo dice di se stesso di essere la prima frase di un dialogo, allora non potrebbe mai essere altrimenti. Un testo non può essere diverso da quello che è.
Ma ciò che è successo dimostra esattamente il contrario! Quel che la frase “sbadata” diceva di sé è falso! Io stessa, per farvi un dispetto, vi dico che appartengo al primo paragrafo della pagina. È vero che un testo non può mai essere diverso da quello che è, ma è altrettanto vero che può dire qualcosa di diverso da quello che dice. Dipende. Ma dipende da che? Qui la situazione si fa troppo contorta. Faccio fatica a capire come un testo possa dire qualcosa di diverso da ciò che dice. Sì mi sembra tutto un giro di parole, in tal modo come si farebbe a capire quando un testo dice ciò che dice? Aspetta un attimo. Credo di aver capito. Le due proposizioni che seguono sono uguali, ma una è vera e l’altra è falsa. Io sono la penultima frase di questo paragrafo. Io sono la penultima frase di questo paragrafo.
Ecco, è chiaro, forse. Dipende dalle circostanze. Si può affermare il vero o il falso in relazione al contesto. La frase precedente, per esempio, è di dodici parole. Tuttavia spesso la situazione non è così semplice.
La frase seguente è falsa. La frase precedente è vera. Se la prima frase del paragrafo dice il vero, allora la seconda deve aver detto il falso e dunque anche la prima è falsa e non vera. Se invece la prima frase del paragrafo ha detto il falso, allora la seconda deve aver detto il vero il che implica che anche la prima è vera e non falsa. Insomma la prima e la seconda frase del paragrafo sono vere solo se sono false.
Sembra impossibile. Ma non è questo il punto. Quello che hai appena letto infatti c’entra poco e nulla, anzi, è solo un trucco per confonderti le idee. Ciò che conta, invece, è quello che sto per dirti. Quanto stai leggendo è stato scritto di tuo pugno. Gli scarabocchi sono tuoi. La pagina che hai sotto gli occhi è stata riempita da te. La verità è questa, credimi. Continui a inventarti storie solo per scappare da te stesso. È l’unico modo che ti è rimasto per nasconderti. Raccontarti menzogne, escogitare trappole, inventarti chissà quali vie di fuga.
Continui a negarti. Sei un bugiardo. E qui sorge il problema. Se è vero quanto hai appena letto, allora è vero che sei un bugiardo e quindi tutto ciò dev’essere falso. D’altra parte, se è falso, allora vuol dire che le cose stanno proprio come c’è scritto e quindi tutto deve essere vero. Ma come dar retta a un bugiardo che dichiara di essere tale?
A questo punto le scritte diventavano nuovamente illeggibili. Cosa non avrà mai sofferto il povero autore?