Algoritmo

automa

Esiste X. Se X esiste, come tutto ciò che esiste, non ha deciso di esistere.

X si trova in un tempo e in uno spazio e non sa perché. X è caratterizzato da un tratto radicalissimo di passività. X non sa.

Il non sapere è la proprietà Y di X.

Ma Y non descrive interamente X. X non è tutto Y, perché X può sapere Y.

X sa. Sapere Y è la proprietà Z di X.

Z è la proprietà specifica di X.

Sapendo davvero Y, X può decidere.

Decidere è la proprietà w di X. Se X può w, X non solo esiste, ma vive.

Se X può w, X non si trova solamente in uno spazio e in un tempo, ma X può anche ri-trovarsi in uno spazio e in un tempo.

X può realizzarsi. Il realizzarsi di X è sempre relativo a ciò che X decide, a w.

X è legato, ma può. X(y,z,w)

2 Comments so far

  1. Jurij on maggio 3rd, 2010

    interessante.
    ma di quale logica è figlia l’espressione X(y,z,w)?
    da dove viene il tuo algoritmo?
    sei sicuro di sapere?
    qual è il tuo fattore W rispetto alla conoscenza filosofica?
    :-)

  2. admin on maggio 3rd, 2010

    X(y,z,w) è una semplice espressione, dove X è un soggetto e y,z,w sono le proprietà che ne specificano il tipo. L’algoritmo – anche se definirlo tale è un’esagerazione (voluta) – è un modesto tentativo di descrive un soggetto che è uomo. Può non funzionare (come tutti gli algoritmi) e poi, per chi ha la voglia di cogliere, può suonare come una provocazione. Per dirti di che Logica è figlia l’espressione, prima dovresti darmi la tua definizione di logica, se no non riesco a capire bene la domanda.
    X non sa, dunque x(y), sa di non sapere (dovrebbe), dunque x(y,z). Sapere di non sapere è ciò che permette all’animale uomo di ri-flettere e di aprirsi a un futuro, un semplice esempio: mi alzo la mattina, voglio del latte, trovo del latte nel frigorifero, è quasi finito, posso bermelo tutto subito, oppure pensare a mio fratello che sta per alzarsi e FORSE vorrà del latte pure lui. Dunque posso scegliere, gliene lascio un po’, glielo lascio tutto, me lo bevo tutto. E qui entra in gioco, forse, la parte più critica dell’algoritmo. “Sapendo davvero Y, X può decidere. Decidere è la proprietà w di X”. Dunque X(y,z,w). La consapevolezza del limite, è infatti la condizione necessaria per poter parlare di scelta e dunque di libertà…
    Son sicuro di sapere? Cosa?
    Il mio fattore W rispetto la mia conoscenza filosofica? Mah, contando che W è la proprietà che specifica la capacità di decidere, non capisco la domanda.
    Vabbuò basta, ciao, grazie per il commento

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