Snowkite, alla caccia del vento
Che gli amanti della montagna non si accontentino più di una semplice discesa, è ormai cosa nota. I più coraggiosi sono passati dalle solite piste alle emozioni della neve fresca. La voglia di sganciarsi, saltare e compiere evoluzioni aeree si fa sempre più presente. Come se questa tendenza mettesse radici in qualcosa di segreto, che ha a che fare con il potere ludico dei bambini, che si avventurano a piacere nella loro fantasia, registi dei propri sogni, creatori di storie e di mondi.
Il risultato è sorprendente. Negli ultimi tempi qualcuno sulla neve si porta pure una vela: gli impianti di risalita non servono più, e la rotta è invertita. Ribellione compulsiva e sregolatezza vanno ad alimentare uno straordinario equilibrio e una rara tenacia, qualità essenziali di chiunque voglia decollare, sciare in salita e lanciarsi verso il cielo. E per capire meglio ciò che vuol dire snowkite forse può essere utile guardare alla musica rock, che sembra nascere dalle stesse forze ed essere mossa dagli stessi impulsi.
Farsi trasportare dal ritmo e scivolare in un mare d’emozioni. Schizzare sulla neve, spingerla via e accarezzarla, diventare con essa una cosa sola, senza più sentir freddo. Nutrirsi delle urla del vento che esulta e instaurare un rapporto autentico con i silenzi della montagna. Per tutti quelli a cui non basta librarsi in aria solo per qualche secondo, per cui la sfida è guizzare sempre più in alto, sempre più a lungo.
Non stiamo parlando solo di un’attività estrema e neppure di un semplice mix di acrobazie. Lo snowkite, infatti, al di là di qualsiasi facile semplificazione, risulta essere di più. Come fosse un assolo di Jimi Hendrix, questo sport è un ritaglio graffiante e appassionato di stili a uno stadio avanzato di evoluzione. Ricco di follie, certo, ma anche estremamente serio, con le sue regole e la sua disciplina.
Innanzitutto chi lo pratica veramente sa che per volare alto c’è bisogno di determinazione, allenamento e pazienza. Ogni giorno di riposo può essere un’occasione mancata, per prendere il giusto soffio di vento, per fare il salto perfetto, per sentirsi una volta per tutte parte del cielo. Chi lo ama non vuole solamente divertirsi o sfogare il proprio ego. Vuole essere lì dove le cose capitano, perché le fai capitare. Dove la vita scorre e si può sentire dentro. Dove ogni mossa fa la differenza.
Viene voglia di andare in giro per il mondo a cercare tra le nevi i guru di questo sport, per entusiasmarci con i loro racconti e poter scorgere scenari fantastici. Per catturare tramite scatti attenti la misteriosa dualità del rapporto tra dentro e fuori che esprimono le acrobazie di questi cacciatori di vento. Che a guardarli sembrano Icaro rapito dall’ebbrezza del volo. Per fuggire dalla prigione terrestre che noi stessi ci siamo creati, lasciandoci alle spalle fantasmi e malinconie, e farci trasportare dall’anelito del sole, senza però rischiare di perdere le ali.