Casi dubbi
[...] L’eccezione è la regola. Ah, bene, ma che vuoi dire? Che tutto scorre, davvero, ma una regola c’è. Che film ti fai?! E il ragionamento ordinario orientato sul modello della logica formale – che raggiunge la sua massima espressione come logica matematica – non è abbastanza. Caspita che paroloni! Ma abbastanza per che? Per capire ciò che c’è. Come sei profondo! Mah, se lo dici tu.
Ti dirò di più, per imparare a nuotare bisogna arrischiarsi nell’acqua. Uela! Sei in formissima oggi! Dai che devo andare. Aspetta, per una volta prenditi qualche minuto in più e ascolta. Vabbuò, però fai presto. Ognuno di noi si trova a fare i conti con una realtà estremamente complessa e per prendere delle decisioni che siano corrette deve ragionare in un modo non monotono. Ma basta! Parla come mangi! Che termini usi?
Le nostre conoscenze sono spesso confuse, incoerenti e inattendibili. Evviva l’ottimismo. E le informazioni che possediamo sulla realtà sono estremamente aleatorie e disomogenee. Mi sembra un’esagerazione, dipende dai casi, direi.
Ti faccio un esempio. Dai, sentiamo. Ma prima una domanda, gli uccelli volano? Ma che domanda è, certo che sì! Dunque, prendiamo Titti. Titti? Sì quell’uccellino giallo che fa impazzire gatto Silvestro. E prendiamo Titti (ma è diventato matto?). Titti è un uccello e dunque vola. Ma se un bel giorno scoprissimo che Titti è certo un uccello e allo stesso tempo uno struzzo, allora esisterebbe un’evidenza contraria al fatto che Titti possa volare. Beh, sì, ok, e allora?
Ecco, questo era un esempio sciocco, ma appare chiaro come le nostre conclusioni siano sempre suscettibili di revoca, sempre revisionabili, falsificabili, come siano sempre discutibili e ritrattabili, relative alle informazioni che abbiamo.
E ciò esige che si pensi in modo flessibile e non scontato. Hai finito? Non sarà mica questa la tua grande verità! Dai, arriva al dunque, spero che tu non mi abbia fatto perdere tempo per queste sciocchezze: è ovvio, è evidente, tutto è relativo!
Ebbene, proprio qui ti volevo. Credi che ciò valga anche per quanto hai appena detto? Ma che ne so! Che palle, con tutta sta storia mi hai fatto venire un crampo al cervello. Ecco, appunto.