Sentieri delle Orobie

Solo un contrasto netto, il bianco delle cime innevate e sopra quel mare azzurro. Il sole è così forte che non ci si deve azzardare neppure ad avvicinargli lo sguardo. L’uniforme paesaggio alpestre dell’alto bacino del Brembo si dispiega in un orizzonte non interrotto di catene montuose che accennano a spuntare per toccare il blu sovrastante. Tante piccole valli discendono dalle Alpi Orobie per confluire a Piazza Brembana, antico snodo di traffici sulla via Priula.

Quel giorno camminavo dalle parti del Moio de’ Calvi, sulla via per il monte Torcola (1636 m), per un anfiteatro di pietra. In un paesaggio di monti intagliati da speroni di rocce cristalline m’inoltravo sul sentiero attraverso una natura in qualche modo sempre diversa. A seconda del punto da cui le si guardava, le colline e le montagne sembravano rilievi di corpi coricati. Lì pareva modellarsi una schiena gigante, più in qua pareva sporgere una grossa spalla, poggiata contro un’altra, attaccata a un busto teso con un altro grande braccio attorno alle spalle di un bel massiccio. Nel bel mezzo della val Fondra, quella che risale il solco del Brembo orientale, da esplorare tutta.

Entrando nel comune di Isola di Fondra, laddove il Brembo riceve le acque dei due rami di Valleve e Carona, sorge Branzi, capitale per la lavorazione dell’ardesia e per la produzione dell’omonimo prelibato formaggio. Sembrano le solite frasi fatte, ma quel giorno, con quella luce e quei colori, tutt’intorno appariva come un gran dipinto spalmato su tela, esteso e uniforme, senza nulla che marcasse una screziatura e neppure una macchia fuori posto. Giravo continuamente lo sguardo sul paesaggio che s’allargava ai miei piedi. Sui prati verde-pisello incominciavano a sbocciare dei piccoli fiorellini color giallo-canarino, che da lontano parevano striare i prati.

La strada si eleva rapida e tortuosa verso Valleve, seicentesco insediamento, molto caratteristico, disposto con case porticate attorno a una piazzetta. E quindi Fòppolo, in provincia il comune più alto. Calamita invernale della Bergamasca, punto di ritrovo per gli sport sulla neve. Da piazza Brembana si diramano molte vie. Ma seguiamo le indicazioni per Olmo al Brembo, imbocchiamo la valle Mezzodì e siamo immersi nei boschi.

Così, dedicando il mio tempo ad osservare quei luoghi, mi resi conto che non avrei mai più potuto scordarli, che non sarei mai più riuscito a sfuggire da quei colori brillanti, da quelle nuvolette cangianti, da quelle foglie e da quel cielo. Un’altra fetta di mondo sereno, ed eccomi qua, dopo un po’ di anni, a raccontarvelo ancora.

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