Que savez-vous des morts?
Sintesi. Un vecchio poliziotto, dopo aver picchiato la moglie a causa di un presunto tradimento, viene licenziato e arrestato. Ma ben presto scopre di essere vittima di un complotto: la sua famiglia è stata presa in ostaggio. Ricattato, per riguadagnare la libertà e salvare i suoi cari dovrà raccogliere tutte le forze e fare i conti con un mondo perverso dove la corruzione e la menzogna sono la regola.
A tutto noir. Il narratore della vicenda è un vecchio commissario di polizia, stanco del suo lavoro, tenace sostenitore della linea dura contro la criminalità. Un uomo scontroso, ribelle, insofferente, che esercita il suo lavoro con violenza e che tiene a freno la sua rabbia solo per amore della sua famiglia. Egli accetta a stento le regole e ritiene che le leggi istituite dal governo siano un ostacolo ingombrante per l’esercizio della sua professione. Ma ben presto anche l’unico deterrente per non esplodere salta.
Punto di rottura. Il polizzotto viene a sapere che sua moglie Lou, scrittrice di successo, lo tradisce con un losco avvocato finanziario, Polder, che poi si rivelerà essere un agente dei servizi segreti. La rabbia prende il sopravvento: il commissario è accecato dalla collera, perde il controllo e, in poco meno di quarantotto ore, dopo aver picchiato la moglie e aver distrutto l’appartamento, viene arrestato e rinchiuso in prigione. Avvelenato dall’ira, perde tutto.
Ecco una nuova chance. Lo stesso Polder, il falso avvocato finanziario, va a trovarlo in cella, facendogli credere di esser venuto per conto di Lou, offrendogli la libertà in cambio di un lavoro: eliminare una giovane ragazza, Lorenne, amante di un uomo d’affari politicamente scomodo, il miliardario Kratchnine, un possidente russo amico di Putin. Il prigioniero, scorgendo nella proposta l’ultima occasione per poter riconquistare in qualche modo Lou e i suoi figli, suo malgrado, accetta.
Ma è solo una trappola. Ogni cosa anche la storia del tradimento di sua moglie, è stata organizzata per incastrarlo. Così il protagonista si scopre pedina di un gioco criminale: la sua famiglia è in ostaggio e lui è schiavo al servizio di Polder. Catapultato nel mondo perverso della finanza internazionale, della politica, dei servizi segreti e del terrorismo, il vecchio commissario scopre un mondo fuori da ogni legge, governato da uomini politici corrotti, dove la violenza, il ricatto, la corruzione, la manipolazione e la tortura sono l’ordine del giorno. Ormai solo contro chiunque, egli si ritroverà costretto a raccogliere le sue ultime forze per battersi ferocemente, sopravvivere e salvare la sua famiglia.
Giudizio. A prima vista il libro si presenta come un romanzo noir con una vena pulp, sulla scia di classici del genere come Brown’s Requiem di James Ellroy o Savane Season di Joe R. Lansdale; ma, a uno sguardo più attento, risulta non così facilmente classificabile. Anche se i suoi punti di forza rimangono quelli del sottogenere del giallo, ovvero la rigida logica dell’intreccio, i colpi di scena, il ritmo e un impeccabile incastro di eventi, il testo risulta a tratti musicale, a volte vicino alla poesia. Spesso l’autore sembra volersi spogliare dei vincoli narrativi per ricercare il bello della forma, attraverso parole, frasi, e rifiniture metaforiche che smuovono e rendono la trama più aggraziata. Così, luoghi, gesti e protagonisti paiono sospesi, non riconducibili a uno stile letterario preciso.
Que savez-vous des morts? è un libro tenace, compatto, che sa essere anche fluente e armonioso. Senza pretese, si rivolge a un pubblico molto eterogeneo che va dal lettore occasionale al lettore più esigente. La penna di Alain Claret non stupisce, ma coinvolge, senza nascondere anche una sottile vena critica nei confronti della società attuale.
Scheda di valutazione critica per Bompiani