Umbria, cuore di una speranza?

Ho sotto gli occhi verdi colline, borghi meravigliosi, opere dell’uomo in armonia col tempo. Mi trovo in Umbria, regione cuore, al centro del paese più bello del mondo. Troppo spesso, scrutando i suoi paesaggi, non si è abbastanza attenti, e quel che rimane dopo una piacevole passeggiata è semplicemente la dolce sensazione di aver visto qualcosa di seducente. Ciò risulta già molto, ma qui c’è di più da raccogliere. Questa terra, che muove allo stupore tanta gente, presenta infatti un fascino dalle molteplici facce e, oltre ogni impressione, con i suoi numerosi doni, offre all’ospite accorto l’occasione di farsi un’idea di ciò che il bello è.

Gli artigiani si tramandano da generazioni un sapere prezioso, nelle abbazie la fede è pura e sincera, nel presente si respira la storia, e la mano dell’uomo accarezza con riserbo, pensando al futuro, la natura, sua dimora. Tutto questo produce sempre e unicamente bellezza e allo steso tempo dimostra che la composizione del bello è molteplice. Certo distinguere una tale varietà a partire dall’unità dell’impressione che suscita è estremamente difficile. Tuttavia in Umbria è possibile.

La gioia di vivere, la capacità di meravigliarsi, l’attenzione per le cose più semplici, la ricchezza dei paesaggi che non si ripetono mai e riservano emozioni impreviste. La ricerca della serenità e della pace, un’etica improntata sulla responsabilità e il rispetto. Tutti aspetti che prendono forma nell’arte, nella cucina, nella cultura di una nazione che ha un potenziale enorme, che attraverso questa regione si esprime con particolare equilibrio.

Basti pensare ad Assisi. Uno scrigno a cielo aperto, ricco di chiese, affreschi e testimonianze francescane. Costruita con la pietra rossastra del Subasio, cui si deve la colorazione particolare di tutto il centro. La città è un capolavoro e risplende arrampicandosi gentilmente fin sopra allo sperone occidentale del Monte Subasio. Architetti, artigiani del legno e del ferro, scultori, artisti di ogni genere le hanno dato con cura un volto unico. Le strade sono quelle tipiche delle cittadine del duecento, arroccate e asimmetriche. Le case, rimaneggiate più volte nel corso dei secoli, hanno numerose porte, finestre murate e speronature di sostegno. Tetti in tegole e coppi di terracotta si protendono sulle vie sostenuti da mensole lignee. Uno strepitoso quadro urbanistico, senza bisogno di nessun commento.

Ed è proprio da queste parti che sto camminando facendo pensieri, in un’autentica oasi immersa nei boschi del Parco del Subasio. Senza fretta m’incammino verso l’incantevole agriturismo Corte del Lupo, dove ho deciso di passare qualche giorno per pregustare la primavera. E, accarezzato dai profumi, nell’aria tiepida, m’immagino la fine di un racconto che vorrei fosse un vero inizio. Se l’occidente potrà essere salvato dal bello, regioni come l’Umbria fanno pensare che l’Italia sia protagonista indiscussa di questa speranza. Non resta che avere coraggio.

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