The Canon
Mai come in quest’epoca la scienza ha influenzato così tanto la nostra vita quotidiana. Mai come in quest’ epoca l’interesse per la scienza è stato così scarso. Come far sì che le nozioni basilari riguardanti la nostra vita, la terra e l’universo, non siano solo un ricordo sbiadito dei giorni di scuola? Come risvegliare in ognuno di noi la meraviglia di scoprire il mondo? Non è forse il progressivo disinteresse per la scienza la causa maggiore dell’ignoranza che caratterizza la nostra epoca? “The Canon”, opera di Natalie Angier, giornalista del New York Times e vincitrice del premio Pulitzer, si apre con questi interrogativi prendendo le mosse da casi eclatanti di una disinformazione scientifica diffusa.
Solo pochi esempi. Un bambino succhia una matita e sua madre, presa dal panico, teme che possa morire avvelenato. Un politico sostiene che l’idrogeno possa sostituire il petrolio e fornire una risorsa energetica alternativa. Un signore intervistato in un supermarket dichiara di non mangiare i pomodori perché contengono geni. Una testata giornalistica condanna la clonazione ritenendo che un giorno potrebbe essere il pretesto per creare un esercito di zombie.
Questi son tutti sciocchi malintesi che potrebbero essere evitati con qualche conoscenza in più. La grafite della matita, infatti, non è tossica; l’idrogeno come risorsa energetica costa più energia di quanta ne possa produrre; tutti gli esseri viventi contengono geni; un clone, infine, è soltanto un gemello, non un morto vivente. Questi e altri casi inducono a pensare che stiamo vivendo un’epoca dove le conoscenze scientifiche sono in ribasso: troppo spesso, anche la maggior parte delle persone istruite sanno ben poco di scienza. Molti di coloro che prendono in giro chi non ha mai letto un libro di Virginia Wolf ignorano le basi della fisica. Purtroppo i dipartimenti di matematica e i laboratori di biotecnologie si stanno svuotando progressivamente.
Ora, non bisogna dimenticare che l’uomo ha la possibilità di conoscere molto riguardo la storia dell’universo, le origini degli esseri viventi, le forze della natura e i suoi meccanismi. Un fallimento nel tentativo di coltivare questa conoscenza mostra un’indifferenza nei confronti della meraviglia di ciò che l’uomo è capace; sarebbe come lasciare una grande opera d’arte sgretolarsi abbandonata in un magazzino.
Numeri e probabilità, energia e materia, l’origine e la struttura degli esseri viventi, la storia naturale del pianeta, il sistema solare, le galassie e l’universo sono le basi che ogni persona istruita dovrebbe possedere e i prerequisiti per una genuina conoscenza. Tutto ciò è degno di essere conosciuto per il suo proprio valore, anche se non ci aiuterà a salvare il pianeta, invecchiare bene o competere con i cinesi.
The Canon vuole proporsi di ridestare l’interesse per la scienza. Aperto da una consistente introduzione e strutturato in nove capitoli, il saggio sostiene la semplice idea di scienza come sforzo speciale di comprendere il mondo e risulta essere un piacevole giro di giostra attraverso le basi della conoscenza scientifica, come il calcolo delle probabilità, i piccoli e i grandi numeri, la fisica, la chimica, la biologia evoluzionistica e molecolare, la geologia e l’astronomia.
Le difficoltà di un libro come “The Canon”, il quale si può annoverare tra le opere di una certa letteratura scientifica per non specialisti, consistono necessariamente nello scartare ciò che potrebbe non essere capito da un qualsiasi lettore non esperto in materia. Natalie Angier sembra esserci riuscita, ottenendo, inoltre, il buon risultato di allettare il lettore attraverso uno stile ornato e rifinito. La sua prosa è fiorita e piena di ronzanti giochi di parole, rime e battute pizzicanti riguardo le sciocchezze che si dicono nella vita di tutti i giorni. Il linguaggio dell’autrice è intelligente e sottile. Tuttavia, oltre alle battute, che alla lunga rischiano di infastidire e insinuare un certo moralismo, i giochi di parole e le rifiniture linguistiche possono risultare distraenti. Nell’esposizione scientifica, infatti, l’artifizio retorico è spesso fuorviante e non facilita la comprensione del fenomeno descritto. Mai come oggi il linguaggio scientifico ha reclamato così tanto una terminologia tecnica e specifica.
The Canon è vuole essere un lavoro vitale e leggibile da chiunque voglia comprendere le grandi questioni dei nostri tempi, dalle cellule staminali all’influenza aviaria, dall’evoluzione al riscaldamento globale, ma dimostra il fastidio della scienza quando la si vuole esprimere con parole semplici.
Scheda di valutazione critica per Bompiani