Due passi a Cortina

È sera ormai buia, le luci dei lampioni si riflettono sui cespugli ammantati e passeggiando per le strade tutt’intorno pare un grande presepe. La magia della neve annulla ogni rumore, tutto è bianco e dolcemente ovattato.

Sorprendente eleganza. A pensarci bene una tale pace può stupire, sembra di essere in una cittadella sperduta tra le montagne e invece siamo ospiti di una celebrità internazionale, Cortina D’Ampezzo. Sarà che il freddo è abbastanza spietato, saranno la forte nevicata e l’ora di cena, resta il fatto che lo spettacolo è incantevole.

Indiscussa capitale delle Dolomiti. Cortina è località rinomata, sia per la qualità della sua offerta turistica, sia per lo scenario superbo dei suoi panorami. Attorniata dal Cristallo, il Tofane e le Marmarole è conosciuta per i comfort e i servizi di prima categoria: è un luogo di culto per gli amanti dello sci, ma anche per gli instancabili del trekking, grazie ai numerosi sentieri ben segnati e i diversi rifugi. Ma torniamo alla nostra breve camminata tra le vie del centro…

Corso Italia. È una giornata di quelle tranquille, per riprendere le forze, quando fuori è quasi bufera e il momento giusto per uscire al freddo è soltanto il tardo pomeriggio, magari con la scusa di una cioccolata calda. Continuiamo ad esplorare il cuore di questa famosa Regina, e rimaniamo colpiti dagli scorci di silenzio e pace che stiamo scoprendo. Siamo nella principale arteria cittadina, il tratto storico della strada di Allemagna. Nella sua parte bassa è il Municipio che ospita al suo interno il Museo della Grande Guerra, che custodisce oltre 10.000 oggetti relativi alla prima guerra mondiale. Poco oltre le avvolgenti forme settecentesche della Parrocchiale dei Santi Filippo e Giacomo con il suo campanile illuminato accarezzato dai fiocchi.

Andando un po’ dove ci pare. L’aria è fredda e profumata e la neve scricchiola sotto i nostri piedi. Alle spalle della chiesa, troviamo la casa delle Regole, dove risiedono il Museo d’arte moderna Mario Rimoldi con opere dei maggiori esponenti delle arti figurative del ‘900 italiano e il Museo delle Regole. Non molto lontano, in pieno centro, incontriamo la graziosa Chiesa di San Francesco, nell’omonima piazzetta, una piccola cappella privata del XIV secolo. Rimasta perfettamente conservata, possiede una piccola grotta di Lourdes sulla parete destra dell’unica navata del sacrestano del tempo, Fedele Siorpaes. In fondo al presbiterio si trovano affreschi di indubbio interesse artistico.

Tornando in Albergo. È già ora di cena, a pochi passi, l’Hotel Cornelio ci attende con i suoi ambienti tipici e accoglienti, e rieccoci nel nostro rifugio. Ci ritempriamo con le prelibate pietanze offerte dall’ottimo ristorante, la “Taverna di Cornelio”. Un bel tagliere guarnito con salumi locali e formaggio dobbiaco, pappardelle al misto di bosco saltate in padella con un trifolato di funghi porcini, finferli e chiodini, il tutto annaffiato da un buon rosso. E poi non possiamo far altro che crogiolarci nel retrogusto lasciatoci dall’incantevole passeggiata serale.

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